Siamo arrivati a pochi giorni dalla fine dell’anno e vorrei parlare in questo articolo di tasse e imposte in quanto chiunque esercita un’attività che produce reddito è interessato a questo argomento, tra l’altro molto importante nell’ottica di sviluppo del paese che versa attualmente in una situazione critica.

Senza entrare nel merito se poi gli italiani avranno la possibilità di votare nel 2018 oppure verrà trovato ancora una volta il modo di rimandare, anche perchè sostanzialmente a dirla tutta, qualunque cosa venga poi votata sarebbe sempre una minestra riscaldata, vorrei quindi parlare nel concreto delle tasse e imposte che colpiscono le imprese e le ditte individuali in generale.

Innanzitutto vorrei precisare una cosa, la differenza tra tasse e imposte, se senti i politici di qualunque colore essi siano parlano sempre di tasse, abbassare le tasse, non le abbassano da 40 anni ma a livello verbale parlano di abbassare le tasse, a volte sostengono di averle abbassate, ma parliamo appunto di tasse, anche se fosse vero.

Quindi nel meno peggiore dei casi qualcuno, avrebbe abbassato, salvo poi riprenderselo in altro modo, una tassa, ma ciò di cui l’italia ha bisogno in primo luogo è l’abbassamento delle imposte, ossia le imposte sui redditi nello specifico, dell’iva (l’iva merita un discorso a parte persino sulla sua legittimità, ma ormai è tanto tempo che c’è e viene percepita come qualcosa di normale), altre imposte sono l’imposta di registro, l’imposta di bollo, ecc.

Le più pesanti sono le imposte sui redditi, ad esempio l’irpef e l’iva che tra l’altro nel giro di 1/2 anni arriverà sicuramente al 25%, come da ordini impartiti.

Le imposte sui redditi sono così gravose proprio perchè portano via gran parte dell’utile prodotto dall’impresa.

Le imposte sui redditi vengono pagate (secondo costituzione) in maniera proporzionale, ossia ci sono delle aliquote o scaglioni e più si sale col reddito più si paga, in italia lo scaglione più basso è il 23% e il più alto 43% e colpisce i redditi superiori a 75000 euro.

Detta così sembra buona cosa ma ragionandoci si può ragionevolmente sostenere che per un utile di 10000 euro portare via 2300 sia un salasso, mentre per utili milionari portare via il 43% sia sicuramente meno invasivo.

La mia personale opinione è che in linea generale queste aliquote siano altissime comunque e hanno un prezzo da pagare sia per piccoli fatturati nei quali il prelievo fiscale aggredisce la sussistenza della piccola impresa sia per grandi imprese e grandi fatturati che comunque vengono depredati di una grossa fetta di ricchezza che potrebbe rimanere in azienda e produrre nuova ricchezza e nuovo lavoro.

Consideriamo anche il fatto che nel nostro paese a fronte di un prelievo fiscale imponente i servizi erogati non sono lontanamente proporzionati.

Ultimamente in aria di forse elezioni, alcuni politici parlano di una “Flat Tax” riferendosi comunque in realtà ad un’imposta sui redditi.

Vediamo come funziona, è un’imposta simbolica unica, c’è chi propone di pagare il 25 % per tutti, a dire il vero c’è anche chi propone il 15% per tutti.

Anche qui sembra tutto ok, ma vediamo, per i piccoli contribuenti, cioè le piccole e medie imprese che pagano aliquote del 23%, 27%, ecc la parte pagata al 23% viene portata al 25% e quella al 27% al 25% quindi con una mano do e con l’altra tolgo, comunque non cambia di molto la situazione, senza contare che se se la norma viene applicata anche a minimi e forfettari, che pagano il 5% per i primi 5 anni e poi il 15%, a loro gli porti l’imposta al 25% con grave perdita quindi di utile.

Mentre per le grossissime imprese milionarie che succede? Ora pagano il 43% poi pagheranno il 25%, insomma per la piccola e media impresa o ci rimette o nel migliore dei casi non succede nulla, per le grossissime imprese c’è un forte vantaggio.

Comunque questa “Flat Tax” non appare così facile da realizzare in quanto la costituzione italiana prevede che le imposte debbano essere proporzionali ossia i cittadini italiani devono contribuire alle spese dello stato in proporzione al proprio reddito, quindi la tassa fissa per tutti sempbrerebbe proprio non superare il vaglio di costituzionalità.

Potrebbe superare il vaglio unita un un rivisto sistema di deduzioni e detrazioni che la rendano in qualche modo proporzionale effettivamente oppure abbinata a una “No Tax Area” ossia una fascia di reddito, ad esempio 15000 euro, che è ritenuta indispensabile per la sussistenza dell’individuo e quindi non viene tassata, tutto ciò che viene prodotto oltre tale soglia è tassato Flat.

Non sappiamo come andrà a finire, purtroppo ammetto di essere un po’ sconfortato se penso in questi termini al 2018, sostanzialmente non penso che accadrà nulla di significativo in positivo, su lavoro, benessere, ricchezza e prosperità, il pessimismo della ragione?

Non saprei, fra pochi giorni ci sarà il solito discorso di fine anno del presidente della repubblica (musica funerea di sottofondo!) un discorso copia e incolla dove viene cambiato solo l’anno.

Quindi vorrei terminare dicendo che non so cosa succederà ma vorrei che l’articolo fosse uno spunto di riflessione sul fatto che ciò che viene raccontato ogni giorno dai media è sostanzialmente un gioco di prestigio verbale, una tecnica per rimandare, prendere tempo, per poi arrivare ad un altro anno e… rimandare ancora… e poi ancora…

E quando qualcosa viene cambiato, è sicuramente qualcosa che rema contro a chi si impegna, lavora e rischia.

Che dire, un abbraccio di cuore e un grande in bocca al lupo a chi sogna, rischia, si impegna e cerca di migliorarsi sempre e realizzare il più possibile chiaramente nei limiti della parte che è nel proprio controllo esercitare.

Buon 2018!

Per qualsiasi chiarimento, domanda, auguri, e saluti 🙂 scrivi qui sotto!


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