Mi accorgo della presenza di una bolla in due modi: dall’analisi delle serie storiche dei dati e ascoltando le persone. Il secondo metodo, che definirei sociale, è una conferma del primo approccio menzionato.

Oggi tutti parlano di bitcoin, anche chi non sa quasi nulla di informatica, economia e diritto monetario.

Quei pochi veri esperti, coloro che non solo hanno letto articoli e sentito notizie in tv ma le hanno verificate sulla propria pelle minando, creando wallet e investendo, non hanno dubbi sulla situazione «bollosa» sussistente da mesi ed ancora presente a gennaio 2018.

Parlavo con un mio fratello, un valente tecnico informatico che, insieme ad altri informatici, ha creato una rete di computer (in particolare asics) per il mining delle criptovalute. Questi mi ha detto “Andrea, oggi tutti stanno minano criptovalute, ma non sanno neanche cosa fanno e perché, hanno solo fatto alzare il prezzo dell’hardware”.

Detto questo, voglio tornare su argomenti toccati in 2 miei libri perché, drammaticamente, gli argomenti convergono: siamo in presenza di una bolla e l’oggetto di essa è, purtroppo, il bitcoin. Dico “purtroppo” in quanto il bitcoin è una idea geniale e rivoluzionaria per vari motivi:

rivoluzionaria perché elimina gli intermediari (banche, pay pal, ecc) poiché il computer di ogni utente è sia client, sia server (peer to peer);

geniale nella sua trasparenza, in quanto, pur pseudo anonimo, tutte le transazioni sono registrate su un libro mastro, la blockchain. L’algoritmo blockchain è un sistema che permette di creare numerosi servizi caratterizzati da certezza.

«Se in un primo momento l’idea non sembra assurda, allora non ha speranza di essere una buona idea». (Albert Einstein)
Come annientare una idea rivoluzionaria?

Prima ipotesi (quando mostri una visione diversa da quella diffusa da stampa, politici e tv, vieni tacciato di essere un complottista):

come sempre, il modo migliore per distruggere una idea geniale è quello di buttarla in pasto alla speculazione. Gli speculatori, quando si ritrovano in tasca una marea di bit, hanno un solo modo per convertirli in dollari o euro, far entrare molta gente nel business vendendogli le criptovalute. Le persone sentono dai media che ci son guadagni enormi e, ignari della storia della bolle speculative, si gettano nell’investimento. È da secoli la stessa dinamica e l’ignoranza la perpetua. Gli avventati investitori si illudono di diventare ricchi perché il prezzo sale e il grafico dei prezzi è ormai quasi verticale. Poi «scoppia la bomba» e, quelli che rimangono col cerino in mano rimangono senza soldi. Tranquilli gli speculatori, coloro che hanno comprato le criptovalute a basso prezzo, come la logica vuole, o hanno fatto mining in passato, avranno venduto prima al parco buoi.

Il momento di massimo pessimismo è il miglior momento per comprare, ed il tempo di massimo ottimismo è il miglior momento per vendere”.
John Templeton

Un’altra ipotesi: normativa che potrebbe porre fine all’utilizzo di massa delle criptovalute, vietandone il loro scambio e possesso, relegandole al solo dark web.

Diamo uno sguardo al grafico dell’andamento storico del valore della più famosa valuta digitale, il bitcoin.

Il grafico non è molto dissimile da quello di vari indici borsistici che, tra periodi di rialzo, recessioni e depressione economica, hanno fatto la felicità o meno degli investitori.

Qui sotto il grafico storico del Dow jones industrial, preso dal libro «Cavalca le bolle speculative», per il periodo che intercorre tra il 1900 ed il 2014.

Il 12 gennaio 2018 l’indice Dow Jones Industrial ha raggiunto i 25803,19 punti, dopo il crollo con minimi significativi nel 2009 e 2012.
L’andamento dei mercati azionari degli ultimi 5 anni e gli attuali P/E impongono la necessità di una riflessione. D’altronde la vita è un fenomeno ciclico e oscillatorio, visibile in ogni fenomeno dell’universo, dall’atomo alle maree, passando per i cicli solari, le maree, le fasi lunari e le stagioni. Solo l’avidità umana può pensare che gli utili delle aziende possano essere sempre crescenti e con essi i valori dei titoli.

Non c’è nulla di nuovo in borsa. Non ci puó essere perchè la speculazione è vecchia
come le colline. Ció che accade nel mercato oggi è accaduto prima ed accadrà
ancora.
Jesse Livermore

Penso che, chi si accosti oggi all’investimento in bitcoin debba porsi molte domande e darsi delle risposte sensate, alla luce del valore attuale. Quanti sono in grado di prevedere il prezzo massimo prima di una inversione di tendenza che durerebbe almeno 5 anni? E se fanno una previsione, questa si fonda su criteri logici? Hanno calcolato medie mobili, stocastici, onde di Elliott, ecc?

L’investimento nella conoscenza paga sempre il più alto interesse”.
Benjamin Franklin

Sarebbe interessante anche un approccio di analisi fondamentale. Quindi, l’altra domanda da porsi se si vuol investire in criptovalute o si vuol decidere se venderle o tenerle…. Chi si è chiesto se il valore del bitcoin sia razionale? Il valore di una criptomoneta, come per qualsiasi moneta, è dato da chi la accetta. Attualmente il bitcoin, come anche tutte le altre criptovalute, sono oggetto soprattutto di speculazione mentre gli esercenti sono ancora pochi (in Italia poche decine di esercenti in ogni città). Se in futuro i colossi dell’ecommerce, come Amazon o Ebay, dovessero accettare pagamenti diretti in bitcoin, allora potremmo pronosticare un futuro roseo per questa valuta digitale, anche fuori dal dark web e dalla grande speculazione.

Anche Ether, la criptovaluta alla base della piattaforma di smart contract Ethereum, ritengo abbia un futuro in ambito legal, per la pubblicità legale ed anche per creare contratti digitali con pagamenti legati a date o verificarsi di determinate condizioni contrattuali.

Tutto è legato alla lungimiranza o miopia dei legislatori nonché agli interessi economici.

I progressi della scienza in generale e quelli dell’informatica ai suoi inizi in particolare non dovevano asservire l’uomo ma piuttosto essere al suo servizio.
Angelo Dalla Molle (imprenditore e mecenate)
Autore: Andrea Gandini – www.dottorgandini.it – Perito informatico laureato in giurisprudenza, consulente di innovazione ed autore di alcuni ebook editi da Blu Editore.

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